Cultura e Società

Hikikomori: Perché gli Uomini si Stanno Chiudendo in Casa

Hikikomori

Hikikomori, dal giapponese “stare in disparte, isolarsi”, è una parola che descrive tutte quelle persone che ad un certo punto della loro vita decidono di interrompere i rapporti con il mondo esterno e si chiudono in casa, evitando di partecipare alla vita sociale. Il fenomeno si è riscontrato inizialmente in Giappone (si stima che sia hikikomori quasi l’1% della popolazione giapponese), ma ha iniziato a diffondersi anche in molti Paesi occidentali.
Gli psicologi attribuiscono la causa dell’isolamento volontario alle elevate aspettative verso l’autorealizzazione professionale che le società industrializzate hanno nei confronti dei singoli. Si diventa quindi hikikomori principalmente per l’incapacità di gestire la pressione sociale al successo in un ambiente dove la competizione è ai massimi livelli. La spiegazione mi convince abbastanza, ma penso sia incompleta. Manca a mio parere un ulteriore livello di approfondimento: la componente sessuale.

Leggo che il 90% degli hikikomori è di sesso maschile e la cosa non mi sorprende affatto.
Sono convinto che l’ipercompetività che stronca coloro che poi preferiscono abbandonare la partita e ritirarsi nella propria stanzetta non sia solo quella professionale, ma anche e soprattutto quella che riguarda la sessualità. Attenzione, le due ragioni non sono per forza in contrasto. Anzi, il sesso è il più forte motivatore e per un uomo l’ambizione al successo lavorativo ha spesso l’obiettivo di ottenere un maggiore appeal sessuale nei confronti delle donne. Nella società tradizionale la vita sessuale era circoscritta al matrimonio e praticamente l’unica condizione che ti veniva posta per trovare una moglie era avere un lavoro e offrire un minimo di stabilità economica alla tua famiglia. Lì la voglia di impegnarsi e lavorare era massima. Ma cosa è accaduto negli ultimi decenni? Le donne si sono emancipate economicamente e liberate sessualmente.
Avere un buon lavoro non ti basta più quando lei può tranquillamente averne uno migliore del tuo e non ha più alcun incoraggiamento ad una relazione stabile. Neanche avere un ottimo lavoro basta più quando il livello di benessere è tale per cui le necessità primarie di una donna sono ampiamente soddisfatte ed essa può quindi permettersi di selezionare in base a fattori più frivoli e istintivi come l’aspetto fisico.
Se la società passata premiava l’impegno, la società presente premia il migliore. La donna libera, emancipata e selettiva per natura mira a uomini che hanno un livello di attrattività che difficilmente si può raggiungere con il semplice automiglioramento.
Dove va a finire la motivazione di un uomo che si rende conto di non avere le risorse per accedere alla cerchia dei migliori, e allo stesso tempo non ha da preoccuparsi di pagare le bollette e riempire il frigo? Rimane confinata fra le quattro mura di casa sua, e da lì non esce.

Leggi: Perché i Giovani Uomini non Hanno più Voglia di Lavorare

Non a caso, è vero che in Giappone c’è una forte spinta al successo professionale, ma un interessante articolo che avevo tradotto tempo fa da reddit mostrava anche l’estrema pretenziosità delle giapponesi, e raccontava di quanto fosse dura per gli uomini trovare una donna laggiù.
E l’Italia? L’Italia non ha certo la cultura del lavoro che ha il Giappone, e non ha neanche una cultura del lavoro più accentuata degli altri Stati europei, eppure in Europa è il Paese con più hikikomori (circa 100mila). La correlazione tra autoreclusione e spinta al carrierismo non è quindi poi così scontata.
La frustrazione sessuale del maschio italiano, costretto a competere per la figa su un terreno di battaglia sempre più difficoltoso, invece è ciò che più lo accomuna ai nipponici. Penso che qualunque uomo italiano di attrattività nella media o inferiore, ritornando dall’ennesimo sabato sera passato a prendere pali, abbia almeno pensato una volta “era meglio se restavo a casa”.
Nelle occasioni sociali gli uomini attraenti dominano l’ambiente, gli altri sono solo scenografia. Al giorno d’oggi, con internet, ci sono molti più modi di passare il tempo standosene a casa e sono sicuramente migliori che trascorrere una serata inconcludente a sorseggiare cocktail nell’angolo di un locale, guardando le ragazze che flirtano con gli altri. Per uno che è particolarmente sensibile, dopo un po’ diventa troppo doloroso fare sempre da comparsa. La sensazione di inadeguatezza si fa sentire sempre più e, soprattutto se sei introverso e socializzare è per te uno sforzo, ti fa venire sempre meno voglia di uscire, rischiando di innescare una spirale che porta all’autoreclusione totale.

La componente sessuale che porta alla reclusione quindi non è solo quella del sesso come oggetto inottenibile attraverso la realizzazione professionale, ma anche quella del sesso spalmato ovunque in pubblico che ti fa soffrire quando ti accorgi di essere tagliato fuori dalla festa.
Rifugiarsi in casa non è solo un modo per proteggersi dal giudizio sociale ed evitare di ammettere il proprio insuccesso quando incroci dei conoscenti, ma in questo caso è la via più pratica per risparmiarsi le crudezze di una società edonistica e il dolore psicologico che ne consegue.

In conclusione, sono d’accordo sull’individuare le cause del fenomeno hikikomori nella società contemporanea, ma penso che la questione vada analizzata andando oltre l’aspetto professionale. Occorre capire che la struttura sociale è cambiata anche dal punto di vista delle relazioni sessuali e affettive e che viviamo una situazione tale per cui ormai non c’è più coesione sociale, ma solo individualistica ricerca del piacere. Per alcuni uomini socializzare è diventato occasione di mille opportunità, per altri la qualità della vita sociale è decaduta fino al punto che ormai starsene a casa è una prospettiva più allettante che uscire.

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KingDani
KingDani
3 anni fa

Beh è normale. Oramai per una buona fetta degli uomini la prospettiva più allettante dal punto di vista sentimentale è di ritrovarsi a 35 anni a fare da beta-provider a una coetanea reduce da 20 anni di divertimenti, e magari pure con figlio a carico (ne vedo sempre più di uomini che si vanno a prendere donne, anche molto più grandi, con figli da altri uomini), mentre il disgraziato in quei 20 anni è riuscito al massimo a tenere per mano una volta una ragazza.
E’ chiaro che quando vedi che il futuro sentimentale/sessuale è nullo, e che tra parenti/amici/conoscenti che sono riusciti ad acchiapparne una è tutto un divorzio, assegno di mantenimento, dormite sul divano o in qualche monolocale squallido (per lasciare l’appartamento in centro di proprietà alla gentile signora), la voglia di impegnarti seriamente al lavoro in molti scema. Alla fine o non te ne frega niente oppure se soffri perché la tua prospettiva massima tornati a casa la sera sono netflix, il cane e la cena alla 4 salti in padella, cerchi di vivere al minimo, o “parassitando” sui genitori finché puoi, scroccando pasti, letto e wi-fi, oppure al massimo cercando un lavoro con poche responsabilità, magari pure part-time, che ti consenta uno stile di vita minimale ma senza rotture di palle.
Fare il wagecuck non è certo una cosa di cui andare fieri, soprattutto in un’epoca in cui l’uomo occidentale, che ha gettato le basi per lo sviluppo umano in tutte le sue aree (musica, scienza, arte ecc…), è oramai trattato peggio di un serial-killer.

cavaliere oscuro
cavaliere oscuro
3 anni fa

Io credo che quando un uomo non riesce a sostenere la competizione sessuale
spietata della nostra triste epoca, gli rimangono due possibilità:si adegua e diventa
uno zerbino miserabile, e dopo aver preso tonnellate di pesci in faccia rimedia
qualcosa, quasi sempre una cozza, oppure manda a fanculo la società, e si fa i fatti suoi.
Personalmente sono sempre stato diverso dalla maggior parte dei miei coetanei,
ho sempre avuto interessi e passioni non comuni, e questo è uno svantaggio con le donne, visto che come sappiamo bene con la cultura e le passioni loro ci si
puliscono il didietro.
Non sto chiuso in casa, ma conduco un’esistenza minimalista e nel fine settimana faccio qualche giro, sempre consapevole del fatto che sono praticamente invisibile alla maggior parte delle donne, e quindi mi faccio i cazzi miei ed evito qualsiasi azione che possa aumentare l’ipergamia, come l’andare in giro a zerbinare il sabato sera.
Praticamente ricambio il loro disprezzo e la loro indifferenza con la stessa moneta.

vonMoltke
vonMoltke
3 anni fa

Sono stato un hikikomori per tre anni, dai 14 ai 17. Non riuscivo semplicemente a parlare con nessuno. Oltre alla timidezza, c’era la totale assenza di argomenti comuni. A nessuno fregava niente della Classica, di Napoleone o della letteratura russa. E a me non fregava nulla del campionato, di Non è la Rai (sì, sono un vecchietto di 43 anni), e dei pettegolezzi spiccioli di paese o di classe. Quando mi sono forzato ad entrare nella società dei miei coetanei, è stato l’inizio della catastrofe. Non ho fatto che umiliarmi a reprimere la mia natura e i miei interessi, e per tutti gli altri non rimanevo che un tipo strano. Non ho ricevuto che un malcelato disprezzo e il ridicolo, persino dai cosiddetti amici. Sessualmente, ovvio, era peggio di tutto. Vergine sino a 25 anni, mai una relazione seria sino a 28. L’essere introverso e continuare a coltivare i miei interessi veri mi aveva reso inadatto al mercato delle femmine contemporanee. Persino a Londra e Parigi, dove ho lavorato per anni dopo la laurea, e dove parrebbe che le donne là siano ben più “liberate” e disponibili, non ho rimediato neppure un amplesso con le locali, e questo pur frequentando con disperazione luoghi di ritrovo dove vedevo gli altri flirtare, e le belle passarmi accanto senza neppure vedermi. Ho dovuto ringraziare le ragazze dell’Est, le slave, le lettoni, le rumene. Ho viaggiato a lungo, ho vissuto in Ucraina e Russia. Là era diverso. Non sto a farla lunga, ma ora che ho due figli e nessun bisogno di uscire la sera, oltre che nessun desiderio di farlo, mi guardo indietro e mi dico che ci avrei guadagnato a staccare la spina anche dopo i 17 anni, per fare solo quello che mi piaceva, senza soffrire per un’inadeguatezza che non era nulla di vergognoso e umiliarmi per persone di cui non mi importava nulla.

Unutente
Unutente
3 anni fa

Condivido l’articolo in toto e non dobbiamo dimenticare una cosa, da incel a hikikomori il passo è breve e molti uomini medio – brutti, hanno rischiato di essere e rimanere incel a lungo.
Anche io ho sperimentato spesso quella sensazione di fare da tappezzeria nei locali e di pensare “chi me l’ha fatto fare di uscire questa sera?”. Ho passato numerosi weekend a casa, con la consapevolezza che una mia coetanea e di pari livello non vivesse gli stessi problemi. E per la cronaca, la serata di gloria non è mai capitata, se non all’estero.
Tutto questo porta inevitabilmente a perdere entusiasmo, poiché l’ambito relazionale è forse quello capace di influenzare maggiormente lo stato d’animo. È facile perdere la stimolo ad uscire di casa.
La tematica hikikomori, così come quella incel, è ovviamente negata dal femminismo, che riversa sul singolo uomo la colpa del proprio fallimento, mentre riversa sulla società (di stampo patriarcale) i fallimenti delle singole donne.
Viene negato un ragionamento semplicissimo: se io, uomo normale, senza particolari talenti o difetti, devo cambiare e modellarmi su ciò che vogliono le donne per cercare di averne una, significa che la società mi sta discriminando, mi sta dicendo che non sono accettabile e se non sono considerato da nessuna, probabilmente perderò la voglia di interagire con il mondo.

Unoqualunque
Unoqualunque
3 anni fa

Sei un grande intellettuale!
Questo sito è una perla che riemerge dalla melma progressista attuale in cui viviamo e stiamo sprofondando tutti noi uomini.

Last edited 3 anni fa by Unoqualunque
nikolas
nikolas
3 anni fa

Aggiungo un’altra motivazione valida per starsene per i fatti propri: L’assenza di meritocrazia, la corruzione e il clientelismo.
Almeno in Italia oltre al fenomeno degli Hikikomori stiamo assistendo al problema della fuga dei cervelli.
Chiaro segno che in questo posto il successo non segue la logica del merito, ma della popolarità e delle amicizie influenti (Status?).
Se proprio si deve uscire dalla camera per spendere energie e risorse, allora lo si farà trasferendosi in luoghi dove il talento viene ricompensato.

ShyGuy
ShyGuy
3 anni fa

Si tratta dell'”Estensione del dominio della lotta”. Nella lotta per il lavoro e per un partner, ai giovani uomini spetta l’impegno maggiore. I più sensibili preferiscono il ritiro alla lotta, piuttosto che cercare di ottenere risultati in ogni ambito della propria vita. Si faccia bene attenzione che questi risultati sono poi pure precari, un lavoro od una relazione affettiva spesso hanno una breve durata.

Ho conosciuto un coetaneo indiano durante il mio lavoro in una multinazionale. Abbiamo fatto amicizia per via del carattere simile ed ho avuto modo di confrontarmi circa usi e costumi in India. Nonostante fosse molto introverso e timido, si è sposato con una connazionale tramite matrimonio concordato dalle famiglie. In realtà lui non si è mai posto il problema di piacere alle donne, di rimorchiare ed appunto “lottare”. L’unica lotta che ha dovuto affrontare è stata quella lavorativa.

Inoltre ho avuto modo di confrontarmi anche con cinesi ed nord-africani. La storia è sempre la stessa: matrimonio come passo fondamentale per la vita in società, fare figli e prendersene cura un dovere sociale. La sessualità di uomini e donne viene delegata al proprio ruolo sociale. Non saprei dire se noi occidentali riusciremmo mai a tornare a questa concezione della libertà sessuale.

Se vi può consolare pare che in ogni parte del mondo una volta sposati è la donna che comanda. Sempre. Vi assicuro che tutti gli uomini con cui ho avuto modo di discutere, provenienti da ogni latitudine, dicono la stessa cosa. A casa e in famiglia il patriacarto non è mai esistito.

Pertanto non riesco a trovare una valida alternativa a questi due modelli ( a parte essere io stesso sufficientemente bello e ricco!). Però penso che a fare leva sugli istinti ipergamici femminili è principalmente il marketing, io comincerei a puntare il dito sul nostro sistema economico iper-liberista, e non scherzo.

GeorgeCostanzaIta
GeorgeCostanzaIta
3 anni fa

Ho 31 anni e da una anno e mezzo che faccio questa vita con gli alti e bassi che ciò comporta.
L’impossibilità ti trovare un occupazione è ciò che mi ha spinto inzialmente, ho visto persone meno qualificate di me ottenere lavori migliori, ma in Italia è così, non conta cosa sai fare ma chi conosci e quanto sei estroverso. Poi mi sono reso conto di quanto superficiali e “di comodo” fossero le mie amicizie ed ho smesso di uscire.
Le donzelle non le nomino nemmeno, ho smesso anche di pernsare di poter avere una relazione, I am out of the picture.
Fanculo si sta meglio in casa piuttosto che avere a che fare con una società malata, almeno in questo modo so che non sto dando il mio contributo e se ci fossero più persone come me la società come oggi è strutturata collasserebbe su se stessa.

MarcoC
MarcoC
3 anni fa

Crepaldi parla di incel, pochi mesi dopo il Redpillatore parla di hikkikomori, segno che i due fenomeni, per quanto non sovrapponibili, hanno dei punti in comune.
Pure io ho avuto il mio periodo in cui uscire coi miei amici era diventato inappagante perchè stufo di fare da spettatore agli amori altrui. Uscivo per distrarmi e tirarmi su, e tornavo a casa peggio di prima. Rabbia, frustrazione, e soprattutto quella orrenda sensazione che si sta gettando alle ortiche la propria vita. Che vorresti fare mille cose ma ti accorgi che non sei padrone di niente. E intanto il tempo passa…
Mi rivedo perfettamente in “Penso che qualunque uomo italiano di attrattività nella media o inferiore, ritornando dall’ennesimo sabato sera passato a prendere pali, abbia almeno pensato una volta “era meglio se restavo a casa”.
Anche se i pali non li prendevo, perchè in una piccola città del Sud degli anni ’90 mica ti potevi mettere a provarci a nastro con tutte il sabato sera, ma la sensazione di aver fatto – per l’ennesimo sabato sera – da sfondo animato alle vite altrui, era fortissima.

Da quel che ho compreso osservando il fenomeno hikkikomori, quello che porta queste persone a ritirarsi dalla vita sociale è una inadeguatezza relazionale generalizzata dove il sesso è solo una componente dell’equazione. E’ gente che ha difficoltà anche solo a rivolgere la parola a un estraneo, a farsi un amico, a impegnarsi in un hobby che implichi il contatto con altre persone. Aggiungeteci un passato che spesso è fatto di bullismo scolastico, timidezza patologica, rapporti familiari difficili, e chiudersi in cameretta è un attimo. Se poi si aggiunge una madre o un padre che non credono in te e ti ripetono fin dall’infanzia che sei un fallimento e tale rimarrai nella vita, piuttosto che metterti in gioco col rischio di fallire veramente e vedere confermati i tuoi timori, nemmeno ci provi.

Quello
Quello
3 anni fa

Hai centrato il problema.
Il fattore rapporti sessuali incide molto sulla scelta o meno di rifugiarsi in casa.
Io sincermente non ho più voglia di essere preso per il culo dalle donne.
Sto diventando misogino e misantropo a ragion veduta.
Non le sopporto proprio è più forte di me.
In passato sono stato preso per il culo per bene e ancora oggi quando ci penso mi brucia l’orifizio.
Starsene da soli, in compagnia di se stessi e di un cane è l’apice dell’illuminazione.
C’è un piacere perverso nel mandare tutto a fare in culo che indietro uno non tornerebbe mai.
Saluti e statevene alla larga dalla vagina, datemi retta.
Porta solo guai!

Kyle
Kyle
3 anni fa

Ho notato questo: tutti i redpillati che conosco (dal vivo e tramite social) sono estremamente lungimiranti. Non esiste intrattenimento che possa soddisfare qualcuno che ha il dono (e la maledizione) di sapersi proiettare avanti nei decenni.

La lungimiranza è indubbiamente fonte si successo… Ma prima del fatidico successo, lungimirare equivale ad essere disadattati e quindi a deprimersi.
La soluzione più razionale è ovviamente quella di isolarsi.

Gli intrattenimenti che ci vengono offerti, inclusa la figa, sono vuoti, effervescenti ed estemporanei. Non possono soddisfarci.
Ci conviene puntare tutto sulla realizzazione personale e professionale.

Marco
Marco
3 anni fa

Sono stato- più o meno- un hikikomori dai 14 ai 27 anni.

A 14 anni sono stato invitato per l’ultima volta a una festa di coetanei. Il bullismo era già iniziato da almeno 3 anni, ovviamente a causa del mio aspetto fisico, e no , i professori, pur sapendo, non facevano niente a riguardo- una volta mi tirarono un pugno di fronte al professore, che fece vinta di non vedere-.

A partire dai 14 anni sono uscito solo per andare a scuola (costretto dai miei) e per fare la spesa. Ogni tanto provavo a uscire per conto mio, pur non avendo nessuno, ma come mi specchiavo cambiavo idea.

Ovviamente ho sofferto di depressione. Quando cercai di dire a mia madre che stavo male questa mi rise in faccia dicendo che mi stavo inventando tutto per giustificare i miei pessimi voti a scuola.

A 19 anni lasciai la scuola e per 4 anni non uscii di casa se non per andare da psicologi e psichiatri, che mi davano consigli ridicoli (perchè non provi a uscire di casa e socializzare?) e quando dicevo che la gente mi evitava per la mia bruttezza tiravano fuori l’immancabile disturbo dismormofobico. Questo fu il periodo peggiore della mia vita: a volte stavo così male che mi venivano i conati di vomito, ho avuto diversi attacchi di panico, sono arrivato a dormire 26 ore di fila, senza svegliarmi.

Nel corso degli anni ho provato a rivolgermi alle autorità: oltre a psicologi e psichiatri, anche assistenti sociali e carabinieri (questi ultimi a causa di maltrattamenti in ambito famigliare), ma nessuno ha fatto niente.

Malgrado ciò, dopo aver litigato con lo psichiatra e aver smesso di frequentare sia lui che gli psicologi, sono in qualche modo uscito dalla depressione e ho finito gli studi, ma mi ritrovo a 28 anni con un diploma preso l’anno passato, senza avere esperienze lavorative né sociali. Inutile dire che non trovo lavoro, e sapete la beffa? Quando ho chiesto aiuto per un lavoro protetto, mi sono sentito rispondere che non soffrendo più di depressione non ne ho diritto!

Cybercel94
Cybercel94
3 anni fa

Il calo demografico in Giappone è iniziato nel 1945 quando gli americani li hanno obbligati ad estendere la parità legale anche alle donne.

Le donne non valorizzano intrinsecamente gli uomini quindi o sono in condizione di bisogno verso di te per qualche motivo, o sei molto bello oppure sei paesaggio puro (c’è pure un esperimento che mostra come il cervello femminile NON si attivi di fronte al nudo maschile differentemente da quanto accade col cervello maschile androgenizzato) .

Più la donna è lasciata scegliere più si femminilizza e passivizza diventanto selettiva a livelli insostenibili.

Che piaccia o meno questa è la realtà. E la realtà non cambia perché è contraria a questa o quella ideologia (si, mi riferisco anche al cattolicesimo che pensa che uomini e donne siano creati l’uno per l’altra e che la famiglia monogamica sia spontanea e naturale)

Urhen
Urhen
3 anni fa

Hai perfettamente ragione quando parli della componente sessuale, io ad esempio sono un 5 di 29 anni ma ho un lavoro a tempo indeterminato da 1700 euro netti mensili (quindi la competizione lavorativa l’ho saputa sostenere), eppure sono un HIkikomori (sono anni che non esco il sabato) e il motivo è perché non ho saputo sostenere la competizione sessuale.

Last edited 3 anni fa by Urhen
Ragazzo qualunque
Ragazzo qualunque
3 anni fa

Mi rivedo al 100% per quanto riguarda l’inadeguatezza dal punto di vista sessuale, e la parte del locale dove tutti flirtano tranne te. Ad ogni modo, il problema Hikikomori (e non solo questo) si risolve se si legalizza la prostituzione. Se alle 23 vai in un locale e vedi la mezza cassetta che la fa sudare a un belloccio, con la prostituzione legalizzata, due ore dopo sei tra le gambe di una professionista che batte la cessetta 4-0 esteticamente

Henri de Toulouse-Lautrec
Henri de Toulouse-Lautrec
3 anni fa

Anch’io uscivo ben poco da adolescente. I miei genitori mi iscrissero in una palestra ma quando, da bruttino e hardgainer, mi prese per il culo pure l’istruttore smisi di andarci: un bulletto disse all’istruttore, riferendosi a me e con me li’ presente, “dai che glielo facciamo venire anche a lui il fisico” e l’istruttore rispose sghignazzando “ah ah sara’ dura”. Per cui smisi di andarci ma siccome i miei genitori volevano che ci andassi, facevo finta di andarci e andavo in giro in motorino. Mi dispiace solo che i miei continuassero a regalare soldi a quegli str…. ; ricordo pure un capodanno che passai in macchina da solo ad ascoltare lo stereo per non dare un dispiacere a mia mamma.

Anonimo gaudente
Anonimo gaudente
3 anni fa

Avere una relazione, oggi, è quasi sempre un calvario.
Ne restano fuori giusto gli amorazzi adolescenziali che però durano finché durano.
Se metti in piedi una famiglia con figli sei comunque fregato.
Persino se tu fossi bellissimo, rimarresti completamente in balìa di lei.
Ovvio quindi che i maschi più svegli non ne vogliano sapere.
Il problema è che molti pensano che senza una relazione “non sia vita”.
È un luogo comune che ci viene istillato sin da piccoli dalla nostra società per il semplice fatto che, se gli uomini non cercassero le donne, vedendo in loro la redenzione da una vita senza senso, il meccanismo si incepperebbe.
Di conseguenza, sempre più uomini, non potendo accedere a una relazione in condizioni accettabili, si chiudono in sè stessi e diventano hikikomori…
Il segreto sta proprio nel prendere consapevolezza del fatto che, al contrario, le donne non aggiungono nulla e molto possono togliere alla tua vita.
Una volta capito questo, si può iniziare a godere appieno la propria esistenza, sviluppando nuove amicizie, non preoccupandosi più del giudizio delle vaginomunite e togliendosi ogni sfizio.

Simone
Simone
3 anni fa

Hai ragione al 100 %, io rientro nella categoria degli hikikomori, sono ormai 5 anni che non esco di casa (oggi ho 26 anni) ed ho smesso di uscire esattamente per questi motivi, la mia incapacità a trovarmi un lavoro e la conseguente incapacità di avere un ragazza, con l’aggiunta che quel periodo ho litigato con tutte le mie amicizie.
Letteralmente avevo i punti statistica Look , Money e Status bassissimi LOL

Naskosto
Naskosto
3 anni fa

Ciao, sono un trentenne hikikomori vergine che non ha mai baciato né avuto una relazione.
Da 10 anni sono parcheggiato all’università, faccio Sociologia e “frequento” delle strutture universitarie sovraffollate dove 3/4 dei presenti sono ragazze ventenni… Da un lato mi sento in paradiso, ma è stata anche la mia rovina perché da quando mi sono immatricolato ho dovuto rassegnarmi all’evidenza di essere invisibile a causa del mio corpo (nessuna mi ha mai rivolto la parola né guardato): all’inizio di ogni semestre lo stesso copione e dopo un po’ mi chiudo di nuovo a fare l’hikikomori in casa per l’ansia e la frustrazione… Non andando a lezione, non studiando e non dando esami. Nella testa ho solo il sesso.

Avevo scelto Sociologia nella speranza d’imparare qualcosa che mi aiutasse a diventare popolare e per elevare il mio status in quanto laureato, ma sono disilluso anche in questo.

Non voglio cercare un lavoro miserabile con l’aspirazione di fare il beta-provider cornuto a uno scaldabagno; vorrei godermi la vita come le ventenni che passano da un pezzo di carne all’altro e in un lontano futuro, quando mi sarò divertito, pensare a qualcosa di “serio”.

La società mi vede come un fannullone immaturo e parassita perché a trent’anni vivo con la paghetta e non voglio lavorare: ma perché dovrei spaccarmi la schiena e pagare le tasse se sono escluso persino dal sesso? Per masochismo?

Feltrino
Feltrino
3 anni fa

Da aggiungere inoltre che un altro fattore che ti fa passare la voglia di uscire di casa è la mistificazione del sesso. Ormai ci sono soggetti molto spesso vicini alla tua persona che mistificano la loro vita sessuale moltiplicando per 5 le loro esperienze sessuali. Questo atteggiamento di inventarsi di avere avuto chissà quali relazioni è davvero il frutto della società delle apparenze in cui viviamo. Se ci pensate questa è un altra forma di zerbiniggio che gli uomini dovrebbero abolire perché pur di avere relazioni sessuali si vanno a inventare cose che non esistono.

Alessio
Alessio
3 anni fa

Meravigliosi anni 90. Io ero timido e insicuro, ma una pittrice yankee mi ha praticamente stuprato. esperienze con ragazze rozze grungettare che ti si facevano loro. Certo le superbelle erano un miraggio. Però con gli anni 2000 sono diventato un kikohomori anche io. Nonostante stia bene economicamente vivo in una provincia di perdenti che si sono sposati a ventanni e quindi non riesco ad uscire dalla singletudine. In città, ammesso riuscissi a tornarci, sono troppo esigenti. Quindi unica alternativa è il grande nord. Ultima relazione stabile con donna russa; le russe vanno evitate come la peste. Lasciata nel 2016. Ora costretto al solo pay. Rassegnato. single in giro solo paioli di rame.
Con e senza figli. Costretto ad una solitudine eterna.

Henri de Toulouse-Lautrec
Henri de Toulouse-Lautrec
3 anni fa

[…..]
G «Ministro, abbiamo un problema»
M «Dica Generale….»
G «Gli operai sono in sciopero, incrociano le braccia gridando “se non si tromba non si lavora…” »
M «E va bene, li faro’ licenziare, smettiamo subito di pagarli…»
G «Non funzionara’ Ministro, ricordate la precedente rivolta del 2030? Sopravvivevano comunque mangiando scarti e dormendo in rifugi di fortuna…»
M «E l’altra volta come si risolse?»
G «Con la mia aviazione sparsi un aereosol di SSRI e BLUEPILL ma adesso il controllo chimico della popolazione e’ vietato dalle convenzioni internazionali. Fui pure indagato per questo.»
M «Allora faremo bandire tutti i forum redpill e incel con la scusa che istigano alla violenza, faro’ assumere 5000 profumiere che illudano gli operai di avere possibilita’ che facendosi il mazzo riusciranno ad accedere ad una vita sessuale… »
G «Va bene Ministro… ma temo che questa volta la situazione sia piu’ complicata…. molti uomini si sono chiusi in casa e non escono piu’. Non si potrebbe ad esempio legalizzare la prostituzione?»
M «Mai! Se facessi una cosa del genere mia moglie non me la darebbe piu’ per tutta la vita, e’ la leader del movimento femminista ipergamatore»
[…..]
Ipoteticamente tratto da “Henri de Toulouse Lautrec – La rivolta della api operaie – Edizioni Redpill, 2025”

Josa
Josa
3 anni fa

Il problema è che la massa essendo un numero più alto di persone decide in pratica i valori della società.

Se non si rientra nei tratti normali (attenzione all’avere un interesse più di nicchia, una personalità più sensibile, all’avere un’intelligenza superiore perché si legge molto, al non parlare molto se non si ha nulla di essenziale da dire! Che brutte persone vero? O solo più profonde?) sì viene esclusi.

Bisogna capire una cosa però. Questi idioti che isolano/escludono sono più superficiali e stupidi. Una persona intelligente sa essere aperta di mente e sa andare oltre le varie differenze di personalità. Sa socializzare e trovare un punto d’accordo con tutti.

Quindi in un certo senso si sta dando valore al giudizio di persone che non lo meritano. Sì sta concedendo loro un potere a cui non hanno diritto.

Mi rendo conto che però la società è forte (vantaggio numerico), ma bisogna uscire e farsi rispettare. Non per la società, ma per se stessi. Può servire tempo, ma alla lunga penso che bisogni trovare un compromesso tra il fare l’hikikomori e il fare parte della società.

Il moderato
Il moderato
3 anni fa

Articolo interessante, ci voleva un’analisi del fenomeno hikimori in chiave redpill.
Esso deve essere considerato parte integrante dei problemi della manosphere.
La soluzione deve essere quella dello sviluppo della mascolinità positiva, facendo crescere i ragazzi in un ambiente sano, redpillato, rendendoli consapevoli del loro ruolo di Uomini. Non sono d’accordo con il ritiro sociale come soluzione alle difficoltà della vita : è una scelta che è consequenza dell’ipertecnologizzazione e femminilizzazione dei ragazzi, in atto ormai da decenni nell’occidente e in Giappone.

Perso
Perso
3 anni fa

Quello che mi ripeto da anni:
se io non fossi costretto a recarmi fisicamente sul posto di lavoro, non uscirei più di casa

Xatu
Xatu
3 anni fa

In generale sono d’accordo col dire che la società ormai è arrivata a un punto talmente basso che è meglio starsene in casa per i fatti propri. E ve lo dice uno che per indole preferirebbe stare all’aperto. Ma ciò non toglie che questa cosa degli hikikomori è una vera piaga sociale, spero che la cifra dei 100000 sia sovrastimata. Se avrò un figlio, col cazzo che starà in casa a rincoglionirsi su internet (magari guardando i video di playlover), piuttosto lo mando in giro a fare un po’ di sano catcalling, almeno sta all’aperto e può sfogare la propria creatività e virilità

Gino
Gino
3 anni fa

Pensa alla gioia che proverai quando spenderai quei mille euro per te stesso e non per compiacere una donna che in ogni caso avrà sempre da ridire perché potevi fare di più o diversamente. Puro orgasmo.

Anticorpo del reato
Anticorpo del reato
3 anni fa

Ecco un’immagine ancora più triste di quella pubblicata in capo all’articolo:
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pier zan
pier zan
3 anni fa

Da mo che io me so chiuso in casa da quando ch’avevo 20 anni e non solo perchè non c’è trippa pe gatti ma anche perchè la provincia italiana in generale ma in particolare dove vivo io non offre niente ….se si esce si rimane lo stesso da soli …poi non parliamo durante l’inverno ….mortorio e SEGHE….finchè vi funziona doppo ci rimane la CORDA……scrivo dal Viterbese…

Henri de Toluose Lautrec
Henri de Toluose Lautrec
3 anni fa

“E’ una guerra a cui non hai chiesto di partecipare, la chiamano vita e devi pure ringraziare” (cit) e se questa guerra è fatta solo di sconfitte è ovvio che prima o poi uno si ritira.

Henri de Toulouse-Lautrec
Henri de Toulouse-Lautrec
3 anni fa

C’e’ qualcosa di perverso in questo sistema di votazioni. Vedo pollici in giu’ a pioggia. Attenzione, il problema non e’ che la gente mi mette pollici in giu’, quello non e’ un problema, quello che scrivo non deve piacere per forza, anzi…. ma i pollici in giu’, ai commenti non solo miei ma anche di altri utenti, sono TROPPI, c’e’ qualcosa di patologico: o sono lurker femministe che si divertono a spolliciare in giu’ tutti i commenti o sono, purtroppo, altri utenti, che mettono il pollice in giu’ a tappeto a tutti i commenti altrui per tirare su i propri….

Henri de Toulouse-Lautrec
Henri de Toulouse-Lautrec
3 anni fa

Diventare hikikomori lo vedo come una sorta di “suicidio LITE”.
Del tipo Voglio chiudere il sipario della vita ma non ho il coraggio di spegnere pure la luce.
Allora chiudo solo il sipario e rimango a luce accesa, tra sipario e muro.
Sperando che alcuni di questi poi non decidano di farla finita del tutto passando al “suicidio PRO” o addirittura al “suicidio ENTERPRISE” (leggasi: strage con suidicio finale, tipo E.R.)

Gino
Gino
3 anni fa

Articolo che fa riflettere, come sempre. Ho un solo dubbio riguardo gli hikikomori italiani, secondo la mia esperienza in Italia si assiste a un’eccessiva medicalizzazione di disturbi anche in base a quel che va di moda in un determinato momento storico. Va l’autismo? Tutti autistici. Va il disturbo comportamentale? Tutti ADHD. Difficile che un adulto da 30 anni in su sia un hikikomori puro, nel senso che se vive da solo, ha un lavoro (per quanto mal pagato) è “obbligato” a mantenere un lumicino di vita sociale. Il ritratto più diffuso e più realistico è quello che si evince dall’articolo e in cui mi ritrovo al 200%. Tagliato fuori dalle dinamiche lavorative ed economiche che permettano di tenere botta nel mercato sessuale odierno mi concentro sul mio lavoro (che amo, forse masochisticamente, ma che ritengo di saper svolgere egregiamente), qualche hobby in solitaria (trekking, bicicletta, lettura) e la sera sto volentieri a casa, senza nessuna voglia di uscire a vedere i soliti che parlano di calcio, automobili e culo delle cameriere del pubettino che potrebbero essere figlie nostre. Non sono hikikomori quindi, non c’è nulla da fare, non riesco a omologarmi nemmeno nel disagio.

Cron2
Cron2
3 anni fa

E stato istituito in Giappone un “ministero della solitudine” per aiutare coloro che si calano in un isolamento mortale: karoshi, irusiu, hikikomori, e simili. Ormai si tratta di un problema di salute nazionale, di portata quasi-apocalittica.

Anonimo
Anonimo
3 anni fa

Veramente ora stanno rinchiudendo tutti in casa, da mesi, in maniera indiscriminata.

19Slash82
19Slash82
3 anni fa

Innanzi tutto complimenti per il blog, che stò apprezzando tantissimo. Mi ritrovo perfettamente nella categoria, ho 38 anni, una relazione finita a maggio in maniera disastrosa mentre pensavo alla proposta di matrimonio, e una situazione lavorativa stabile ma non da maschio alfa. Ormai mi sento in pieno un hikikomori, e mi stà bene così. I locali in cui mi piaceva andare sono tutti chiusi perchè ormai vanno solo i locali lounge con musica orribile e persone che non spiccicano una parola nemmeno sotto tortura. Del calcio non me ne è mai fregato una fava, il livello sociale scema sotto il pavimento. Che devo uscire a fare? Abbassarmi alla media? Parlare del nulla cosmico che hanno spesso e volentieri le persone in mezzo alle orecchie? Sono stao uno di quelli delle stagioni al mare come cameriere e barman a 20 anni, la voglia di figa a qualunque costo mi è passata da un pezzo. Musica dal vivo ormai non esiste nemmeno più… Quanto è bello il mio appartamento signori miei, quanto è bello. Ogni tanto ci scappa pure la scopata, che volere di più?

Mark Jenkins
Mark Jenkins
3 anni fa

Analisi pienamente azzeccata…

Lawrence
Lawrence
3 anni fa

Quoto ogni sillaba.

angelo
angelo
3 anni fa

Complimenti per l’articolo

Ragazzo illuso
Ragazzo illuso
3 anni fa

Perché non parli del fenomeno con il fondatore di hikikomori italia (Marco Crepaldi)? Ha un canale YouTube dove parla spesso di argomenti inerenti al femminismo, il mondo redpill, ecc… (diciamo che come te viene spesso definito un misogino dalle femministe) e spesso fa live dove da la possibilità alle persone di dire la propria riguardo qualunque argomento (anche fuori dal tema redpill).

Leonardo Varesi
Leonardo Varesi
3 anni fa

Ineccepibile. Come sempre red…

Dominik
Dominik
3 anni fa

Il fenomeno hikikomori si manifesta in individui principalmente introversi per natura o per acquisizione come ad esempio in seguito al bullismo o a rifiuti nell’amore; il tutto in età adolescenziale (l’inizio). Dato che siamo nell’era della tecnologia e dei videogiochi i ragazzi tendono a chiudersi in una realtà virtuale che ha un enorme impatto sul Sistema Nervoso perché a quell’età è molto sensibile e ciò causa assuefazione. Anche il porno fa male, soprattutto a quella età; fare zapping e vedere centinaia di donne nude che normalmente nella vita reale non è possibile causa un forte stress sul Sistema Nervoso che porta alla masturbazione compulsiva. Il venire troppo causa una perdita di energia vitale che porta a stanchezza fisica, mentale e invecchiamento con conseguente depressione (gli atleti migliori stoppano qualsiasi attività sessuale almeno 2 settimane prima della competizione, ad esempio Mike Tyson). Ovviamente non tutte le persone sono uguali ma gli hikikomori sono deboli ed è difficile per loro superare le difficoltà adolescenziali senza aiuto. Questo fenomeno lo si nota di più oggigiorno perché la società è dipendente dalle tecnologie, sono loro la causa scatenante tali destabilizzazioni. Quando non si era tutti connessi era molto più difficile ma non impossibile vivere tali sofferenze e anche in tal caso erano vissute ed affrontate diversamente da oggi.

Anna
Anna
3 anni fa

Sottoscrivo ogni rigo.

Marco Lamorgese
Marco Lamorgese
3 anni fa

Se vi rinchiudete per una società di merda fatelo pure, anche se è sempre stata e per un po’ di tempo sicuramente lo sarà, quindi non penso che vi convenga. Se è per le donne non fatelo assolutamente. Sono il contrario di un Redpill, ok non sono un chad e ne vado fiero, però sono il classico bello, buono status, che è sempre piaciuto alle ragazze. Pur essendo ancoro definitivamente eterosessuale io per un bel po’ di tempo penso di aver chiuso, e non è per delusione amorosa. Le donne sono molto più pragamatiche di noi uomini, fanno tutto in loro interesse senza guardare in faccia a nessuno, e non fanno nessuno sforzo per dimostrare qualcosa. Pur non essendo religioso, noto che hanno preso pure sta spocchiosaggine di atee, che al solo parlare di Dio ti chiedono se sei uno scrittore o un storico dell’arte. Comunque credo che non abbiano nessuna colpa di genere, è solamente che il fatto di essere più coi piedi per terra le rendono più plasmabili dalla società ultraconsumista di oggi. Mai essere misogini.

Pierpaolo
Pierpaolo
3 anni fa

Ottimo articolo, concordo su quasi tutto. Unica perplessità, onestamente a me 100 mila hikikomori, nel senso stretto del termine, in Italia mi sembrano tanti. Io vivo in una città del sud Italia di discrete dimensioni e non ne ho mai conosciuto uno. A meno di non includere tra questi anche coloro che sono solo casa, lavoro, sport individuali e passeggiata al cane da soli (che hanno cioè completamente rinunciato alla vita sociale). Allora si.

Siete tutti hikikomori senza saperlo
Siete tutti hikikomori senza saperlo
3 anni fa

Molto utili i commenti degli ultimi due giorni: pare una chat di un gruppo uazap di quelli di cui disattivi le notifiche dopo dieci minuti.