martedì 3 ottobre 2017

La Bellezza nella Società di Oggi

Quanto è importante la bellezza nella società contemporanea?In questo articolo ho deciso di riproporre un post di Mahler, uno stimato utente della nostra pagina che, alcuni mesi fa, fece una magistrale analisi sull'importanza della Bellezza nella Società di Oggi e riportò la propria esperienza di vita.
Le righe che state per leggere sono un concentrato di redpill e spiegano perfettamente lo spirito che anima questo blog e la nostra community.
Buona lettura.


Spesso veniamo accusati di criticare le donne per la loro ricerca della bellezza maschile, quando di fatto - ci dicono - noi siamo altrettanto ossessionati da quella femminile. In realtà nasciamo tutti, maschi e femmine, belli e brutti, con la stessa capacità di riconoscere la bellezza e desiderarla. Naturalmente le nostre caratteristiche individuali, l'aspetto in primis, ci permettono l'accesso a livelli estetici ben diversi rispetto agli ideali cui tutti tendiamo; e naturalmente la fame di chi non può permettersi il caviale è ben diversa rispetto a quella di chi non può procurarsi nemmeno il pane secco.

Pertanto chiariamolo una volta per tutte: non critichiamo le donne perché desiderano la bellezza in un uomo, e siamo ben consci di fare altrettanto desiderando la bellezza femminile. Né c'è qualcosa di male in tutto ciò.

Se da noi viene una critica alla società, è d'essere ipocrita e non voler ammettere l'importanza della bellezza, mascherando quella pulsione istintiva, violentissima e animale, ma ritenuta frivola, con una cortina di scelte razionali, elevate e ponderate, quindi degne d'una specie evoluta: ecco allora subentrare parole come fascino, sicurezza di sé, sensibilità, profondità, intellettualità, che non trovano quasi mai riscontro nell'attrazione sessuale. È come se ci sentissimo in colpa per i nostri desideri, e non volessimo ammettere che una specie capace di sondare i segreti dell'universo e viaggiare fino alla Luna, si lasci ammaliare dai suoi simili affidandosi unicamente alla percezione dei propri occhi, giungendo a un verdetto tanto importante in una frazione di secondo. A mio avviso le uniche vere vittime di questa menzogna sono i tanti maschi "diversamente belli" che davvero possiedono quelle qualità interiori, o comunque possono aspirarvi tramite l'autoperfezionamento, ma che presto o tardi scoprono di non poter essere amati - che sia per una notte o per la vita - esclusivamente a causa dei tratti del proprio volto, su cui purtroppo non hanno potere.

In secondo luogo, critichiamo la società per spingere troppo l'acceleratore sull'importanza della bellezza, affascinando in particolar modo l'immaginario femminile, in questo più suggestionabile di quello maschile. 
Daniel Craig
Per fare un esempio, mi è capitato di leggere articoli del Corriere della Sera in cui venivano elencati dei VIP brutti ma osannati dalle donne, dove comparivano uomini nettamente sopra la media estetica. Se Daniel Craig, con sprezzo del ridicolo, può essere definito brutto, cosa potrà mai pensare la donna media di Mario Rossi, coi suoi lineamenti anonimi e gli occhi marroni, magari calvo, oppure basso, oppure sovrappeso?
Questo bombardamento mediatico continuo non può non avere una conseguenza sulle decisioni quotidiane della popolazione, e a lungo andare crea frustrazione non solo nei maschi spinti fuori dal mercato sessuale, ma anche nelle femmine che inconsciamente ritengono di poter aspirare a chissà quali livelli estetici, ma che a quegli uomini esteticamente superiori possono giungere solo per una scopata occasionale, venendo poi cestinate, cioè usate e gettate.
C'è infine una cosa che mi preme: le posizioni di noi "sfigati" (come ci ha definiti qualche post fa un belloccio sicuramente amato dalle donne per la sua materia grigia) possono apparire esageratamente depresse, intransigenti, tutte "bianco o nero", e a volte lo sono volutamente per ragioni goliardiche. Tralasciando i casi dei maschi veramente brutti, la cui vita non oso immaginare, sono convinto che la maggior parte degli uomini trovi prima o poi il sesso e l'amore (o qualcosa che vi somigli). Ma non possiamo nasconderci dietro quel "prima o poi", come se non avesse importanza. A una certa età le donne ridimensionano le loro pretese estetiche, invecchiano nella mente, magari divenendo più sagge, ma soprattutto invecchiano nel corpo, divenendo meno desiderabili, sentono il bisogno di sistemarsi, avere stabilità, fare figli; avendo vissuto le loro esperienze emotivamente travolgenti, possono concedersi il lusso di parcheggiare certi desideri nei ricordi e commutare su altri obiettivi più razionali. Ma cosa dire degli uomini maturi con cui si accompagnano in questa fase della loro vita?

Io oggi, a 38 anni, ho una vita sessuale estremamente soddisfacente e varia, che non avrei mai sperato di poter ottenere. Eppure la mancanza di contatti con l'altro sesso fino all'età di 25 anni, ha lasciato in me delle crepe profonde, delle cicatrici che il tempo non cancella. Quella vita non vissuta, quelle esperienze giovanili mancate, quei baci spensierati quando la vita era in balia degli ormoni e tutto ciò che contava era l'opinione dei coetanei, non torneranno mai più e non potranno mai essere compensate dai successi di oggi. Il decennio tra i 16 e i 25 anni è importantissimo per la crescita di ogni individuo: vengono gettate le basi che sosterranno le persone che saremo in futuro, vengono fatte le esperienze che definiranno i rapporti che avremo coi nostri simili, e la fiducia che avremo in noi stessi. È in quel periodo che le femmine esprimono il loro massimo potenziale sessuale, e i maschi corrono maggiormente il rischio di essere emarginati se non piacenti e timidi.

Scommetto che tutti voi conoscete qualche (fu) ragazzo, certamente non un mostro, oggi forse sposato, che non aveva mai una ragazza, o che è rimasto perennemente solo dopo l'unica breve storia della sua vita, o che riusciva ad andare a letto con qualcuna solo quando viaggiava all'estero in estate. E scommetto anche che non vi viene in mente nessuna ragazza con le medesime caratteristiche.

Insomma, quelli che vengono discussi in questa pagina sono problemi concreti ed estremamente seri che riguardano una fetta ben precisa della popolazione maschile, forse non immensa ma certamente non piccola. Problemi difficilmente comprensibili per chi non li ha sperimentati sulla propria pelle. Prima di criticare aspramente dalla vostra posizione privilegiata di donne o di maschi bellocci, riflettete bene. Giacché l'empatia è probabilmente una di quelle qualità che dite tanto di apprezzare, e che magari credete vi attizzi.

Mahler

DA NON PERDERE: LA BELLEZZA E' NEGLI OCCHI DI CHI GUARDA?

4 commenti:

  1. Un articolo che comprendo al 100% perchè il mio vissuto in età giovanile è stato questo.
    Non mi reputo bello ma forse non sono nemmeno brutto, perchè a qualche brutta o comunque non proprio bella sono piaciuto e sono piaciuto anche a tre carine o comunque passabili, eppure ho sperimentato anch'io il vuoto esistenziale dovuto alla stragrande maggioranza di donne che nemmeno di striscio mi cagavano.

    Ormai non ci penso più da almeno una quindicina di anni e se potessi ringiovanire certi sbagli eviterei di commetterli, primo fra tutti il volere a tutti costi una donna perchè cosi vuole la società e perchè se rimani single vuole dire che qualcosa in te non va; in secondo luogo eviterei ogni fine settimana in discoteca o comunque spendendo soldi con gli amici o presunti tali, sempre nella vana speranza di trovare qualcuna. Io se potessi studierei a più non posso cercando di realizzarmi PER ME STESSO e non per le donne o la società o per avere uno status superiore. Mi concentrerei su una facoltà che mi piace per fare del bene al prossimo e dunque a me stesso, senza considerare in alcun modo l'idea di mettermi una in casa mia per avere una famiglia. Ma indietro non si torna purtroppo. Spero con questa mia testimonianza di essere comunque di aiuto per qualche giovane uomo.

    Ragazzi lasciate stare le donne di oggi, pensate a voi stessi realizzatevi nella vita, sappiate che il miglior modo per farlo è disinteressarsi alle donne.

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    1. Hai detto bene, purtroppo si diventa saggi sempre troppo tardi..grazie per aver condiviso la tua esperienza.

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    2. Ma più che disinteressarsi alle donne, io direi di disinteressarsi alle cosiddette "relazioni sentimentali", che sono solo stronzate insensate.
      La figa è uno dei bisogni più importanti della vita, e precludersela evitando di andare a mignotte solo per un'assurda "necessità di validazione" secondo me è da pazzi completi.

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  2. Articolo stupendo, i miei complimenti all'autore.

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